Il cassettone


Il cassettone è sicuramente una delle forme più antiche di mobile. Nelle case, anche in quelle più ricche, ha rappresentato per secoli l'unico mobile nel quale riposare abiti e mantelli.

Proprio dal cassettone, che nei secoli ha assunto forme e finiture sempre più elaborate, derivano molte altre tipologie di mobili: cassapanche con lo schienale alto (da cui deriva la sedia), stipi e cassettoni.

I più antichi cassoni a noi risalgono anche al XIII secolo. Il metodo di lavorazione è molto semplice: erano costruiti con tavole rinforzate con borchie metalliche. Solo a partire dal XVII secolo, i cassoni, ora giuntati con precisi incastri e rivestiti a pannelli, cominciarono ad avere ampia diffusione.

Sebbene la produzione di armadi avesse avuto un notevole incremento, la biancheria ed i capi di vestiario continuavano ad essere conservati nei cassoni.

Verso la metà del XVII secolo con l'inserimento di un cassetto alla base dei cassoni rappresenta l'innovazione che da l'avvio ad un rapido sviluppo nelle forme e negli stilemi e che culmina negli eleganti cassettoni, realizzati verso la fine del secolo da splendidi ebanisti.

Ora i cassetti sono uniti con incastri a "coda du rondine" e sui bordi del fondo vengono applicate guide di scorrimento per facilitarne l'uso.

Verso la metà del XVIII secolo, in Inghilterra si diffonde la comode francese che, per la sinuosità della linea e i motivi decorativi applicati ed intagliati è in netto contrasto con la sobrietà dello stile tradizionale.

In Italia ebbe notevole risalto l'ebanista G. Maggiolini (1738 - 1814) attivo a Milano durante il periodo Neoclassico. I suoi mobili furono sempre di altissima qualità esecutiva, tanto da dare il nome, dopo la sua morte, ad uno stile con "intarsio alla Maggiolini".

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